Anche oggi, con questo cielo basso, con questa pioggia sottile e gelida e questo vento freddo che strappa le ultime foglie rimaste tenacemente aggrappate alle viti, ancora del colore dell’oro, anche oggi non posso non trovare struggente la bellezza delle mie colline.

Il pensiero vola ad un anno fa, ai miei primi passi tra queste vigne, al mio incontro con queste colline. Non è difficile immaginare il nostro passato, mi disse un amico produttore di Prepotto sollevando un calice e leggendo il mio pensiero.
Scesero lo Judrio popolazioni differenti. Genti nuove, con usi, costumi e lingue diverse attraversarono la valle, salirono le colline, e ne rispettarono le vigne. Furono i Romani che costruirono Aquileia e la fortuna commerciale dei vini come il Pucinum apprezzato dall’augusta Livia. Furono i longobardi che fecero di Cividale una capitale e nel tempietto scolpirono la vite come simbolo eterno. La Venezia dei Dogi e poi la Vienna degli Imperatori imbandirono le loro tavole sontuose con il nostro vino. Pure i Papi godettero del nostro nettare.

La storia è passata spesso di qua, le guerre pure, e con loro altre genti. Ma le vigne, quelle rimasero, e ancora oggi sono a raccontarci dell’armonia e dell’amore che ci può e ci deve essere.

La “Ponca”. Il segreto è tutto qui.

E’ una marna eocenica, il che vuol dire che 40 milioni di anni fa qui c’era il mare ed il suo fondo in seguito, per la pressione, per il tempo e per un insieme di eventi geologici, si è trasformato in una roccia, questa roccia, dalle particolarissime caratteristiche.

Gli eventi atmosferici, la pioggia, il ghiaccio, il sole, il vento, lentamente disgregano la pietra liberando continuamente piccole quantità di minerali che vengono catturati dalla vite e portati nel grappolo. Proprio questa “mineralità” rappresenta quel qualche cosa in più del nostro territorio.

I Colli Orientali del Friuli ed il Collio ospitano molte delle più importanti cantine regionali e sono la culla dei loro prodotti più rinomati. Prepotto, e Novacuzzo in particolare, si trova proprio sullo scrimine di queste due aree d’eccellenza e gode di condizioni geografiche e pedoclimatiche straordinariamente favorevoli che permettono la produzione di vini bianchi davvero unici. Proprio nella valle dello Judrio ha avuto origine un vitigno a bacca rossa che, dopo essere stato salvato dall’estinzione dal coraggio di alcuni vignaioli locali, ora sta maturando le esperienze per esprimersi in grandi vini rossi dal valore assoluto: lo Schioppettino.